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A poche ore dalla conclusione della sessione estiva del calciomercato è tempo di valutare l’operato sul mercato della società nerazzurra, senza stravolgimenti ma efficace, niente colpi faraonici ma un mercato coerente con il progetto della proprietà.

Dopo i grandi introiti del “percorso” della scorsa stagione molti sono i tifosi amareggiati che si aspettavano di più

Al giorno d’oggi i tifosi hanno dovuto imparare a ragionare non solo con il cuore e le emozioni ma anche con  la testa da ragionieri. Ora il tifoso strizza l’occhio anche ai bilanci interessandosi anche di ingaggi, ammortamenti e bilanci. Molti sono amareggiati per la mancanza di un grande colpo, uno di quelli che sicuramente avrebbe sollevato il morale, ancora condizionato dalle scorie dello scorso finale di stagione quando i sogni di un ipotetico triplete si sono via via sgretolati con nessuna vittoria, nessun trofeo da festeggiare.

Si è parlato molto di percorso che può poco interessare se la meta è amara. Ma economicamente ha fatto bene alle casse della società di Viale della Liberazione. Le quattro stagioni con Simone Inzaghi sulla panchina dell’Inter sono state le più ricche di sempre nella storia dell’Inter in termini di premi UEFA. Solo dalla Champion League l’Inter ha avuto un introito di 132 milioni di euro.  

Mercato giovane ma di talento, anche senza il grande colpo: voto positivo

E’ stato un mercato responsabile proiettato al futuro come richiesto dal fondo Oktree. Si è puntato sui giovani di talento, con potenziale di crescita e di riscatto economico. Colpi di prospettiva come Sucic e Bonny, si è scelto di lanciare Pio Esposito che insieme al francese hanno sostituito Arnautovic, Correa e Taremi. Sicuramente un miglioramento, la scorsa stagione dietro la coppia Lautaro e Thuram c’è stato il vuoto, il contributo delle riserve è stato pressoché insignificante e poco incisivo nei momenti chiave.

Vicinissimi al gong finale si è inserito un buon rinforzo in difesa con lo svizzero Akanji per Pavard, qualche comportamento extra campo del francese non é piaciuto alla dirigenza e forse anche allo spogliatoio. Sono rimasti Calhanoglu e Frattesi che erano stati dati per partenti e riconfermati tutti gli altri big della squadra. Luis Henrique è una buna alternativa a Dumfries. Da testare il centrocampista Diouf.

Quella dell’Inter dunque, come si è potuto notare, è stata un’estate ricca di cambiamenti: dalla separazione con Inzaghi post Monaco, al mercato, che portato nuovi innesti in rosa da aggiungere allo scacchiere di Chivu.

Estate in cui la società ha scelto di puntare fortemente sulla strada della sostenibilità e del ringiovanimento, con investimenti mirati ed in ottica futura. Con la rosa che nonostante l’uscita di due giocatori di talento come Pavard e Zalewski, è rimasta comunque profonda, qualitativa e soprattutto competitiva (su più fronti). Saranno le scelte giuste per restare al vertice e rivivere ancora le forti emozioni delle scorse stagioni?

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