San siro

Gli ambulanti che lavorano attorno allo stadio San Siro hanno avviato un presidio a oltranza per protestare contro il mancato rinnovo del contratto da parte di M-I Stadio, la società che gestisce l’impianto. La protesta, che coinvolge 64 aziende e circa 800 lavoratori, mira a difendere le postazioni di vendita di merchandising e food.

Il motivo della protesta e la posizione della M-I Stadio

Gli operatori lamentano la rottura delle trattative e una proposta di rinnovo ritenuta “unilaterale” e non negoziabile. Da parte sua, M-I Stadio, supportata da Milan e Inter, sostiene che la nuova offerta è una conseguenza dell’inchiesta “Doppia Curva” e mira a garantire una gestione più sicura e trasparente dell’area. La proposta prevede un contratto di cinque anni per tutte le 64 postazioni, con canoni ridotti, ma circoscrive l’attività solo alla categoria food & beverage.

Questo escluderebbe 20 operatori del settore merchandising, i quali dovrebbero riconvertirsi per poter continuare a lavorare. Il braccio di ferro tra le due parti continua, con gli ambulanti determinati a non lasciare il presidio fino a quando non si troverà una soluzione equa. La tensione sale in vista del primo appuntamento stagionale, la partita di Coppa Italia tra Milan e Bari, in programma domenica 17 agosto, in cui è prevista una manifestazione nel piazzale dello stadio.

Le dichiarazioni del presidente Errico e degli operatori del M-I-Stadio

«Siamo qui per difendere il nostro posto di lavoro» ha detto Giacomo Errico, presidente di Apeca (Confcommercio Milano) e Fiva Confcommercio, e portavoce del Comitato dei Lavoratori Ambulanti del comparto merchandising e alimentare dello stadio San Siro. Gli ambulanti, a pochi giorni dall’inizio della stagione calcistica, come dichiarato da Errico: “rimarranno fino a quando non si risolve il problema”.

Con M-I Stadio, commentano gli operatori, era stato aperto un confronto per giungere al rinnovo dello spazio lavorativo per i 64 operatori ambulanti consorziati (il 65% nell’alimentare, il 35% nel merchandising), con la disponibilità – “a fronte di un onere economico complessivo che per gli operatori è di 860 mila euro all’anno” – sia ad accogliere le necessità future di riorganizzazione dell’area sia ad accettare ulteriori punti vendita ufficiali di merchandising. “Ma tutto questo è stato improvvisamente cancellato dalla trasmissione di un testo contrattuale definito unilateralmente da M-I Stadio e non modificabile”.

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