Milan cremonese

Milan Cremonese è una disfatta rossonera. Certi incubi non vogliono finire. A San Siro si respira un’aria pesante a fine partita, come se la squadra fosse rimasta intrappolata in un loop infernale, come se non fosse passata un’estate ma un’ora dall’ultima pessima stagione.

Milan Cremonese cosa è successo a San Siro?

Milan Cremonese è stata la partita che nessuno si sarebbe aspettato. Nonostante i limiti nelle rotazioni ci si aspettava una squadra lombarda in testa alla classifica a fine serata, ma nessuno credeva potesse essere la neo promossa Cremonese. La rivoluzione non c’è stata. Solo Modric ed Estupinan in campo tra i nuovi, almeno dal primo minuto, segno che in fondo il Milan era quello di sempre. Jashari è sorprendentemente partito dalla panchina, mentre Ricci sembra destinato ad un ballottaggio che forse è stato mal pianificato, vista la carenza in altre zone del campo. Si sperava che Tare potesse dare una svolta, ma non c’è stato modo in questa prima giornata di capire quanto questa possa essere stata profonda. Dal canto suo Allegri si era augurato di non fare danni alla vigilia. La lunga assenza dai campi, però, a quanto pare ha arrugginito anche lui. In attacco è mancato Leao Nemmeno l’inserimento di Luka Modrić, faro di mille battaglie, ha cambiato il volto di una manovra troppo orizzontale, troppo prevedibile. Il croato ha toccato tanti palloni, ha dato ordine, ma senza ricevere movimenti in verticale, senza un partner che tagliasse la difesa cremonese, anche lui è rimasto incastrato in un circuito sterile. Senza Leao ci ha provato Gimenez, ma senza successo, con poche giocate di elevato peso specifico.

Come risolvere il problema offensivo del Milan?

Con Boniface praticamente ai box, in attesa di capire se potrà rientrare nel progetto o meno, il tecnico livornese si chiede a chi toccherà quest’anno risolvere le partite più complicate. Il dato offensivo sembra imponente: 24 tiri totali. Ma va letto bene: solo 6 nello specchio, molti da fuori, spesso forzati. La Cremonese ha difeso con rigore, sì, ma anche con lucidità: ha chiuso le linee di passaggio centrali e ha praticamente annullato ogni uno contro uno sulle fasce. La sensazione, per lunghi tratti, è stata quella di un Milan che non sapesse più come arrivare in porta.

Soltanto De Winter può bastare?

De Winter, Milan Cremonese

Poi c’è la questione difensiva. Il dato che riassume meglio Milan-Cremonese non è nel risultato, né nel possesso palla. È nei tocchi in area di rigore avversaria: 51 a 5. Come si sia potuta perdere una partita con un controllo territoriale così pronunciato è difficile da capire. E con 5 tocchi di palla gli uomini di Nicola hanno fatto due gol: marcature troppo deboli, errori evidenti, soprattutto di Pavlovic, che non lasciano presagire nulla di buono, anche perché il mercato chiude tra una settimana. La linea rossonera, sulla carta solida, è andata in difficoltà sulle poche folate offensive avversarie. Il Milan ha lasciato spazi, ha sbagliato letture, ha mancato nella copertura preventiva. Difetti inattesi in una squadra che ambisce a correre per i vertici.In sintesi: non è tanto la sconfitta in sé a preoccupare, quanto la qualità della prestazione. Il Milan ha prodotto gioco solo in apparenza, ma non ha mai davvero dato l’impressione di poter fare male. La Cremonese, con meno mezzi, ha avuto più idee. E questo è un campanello d’allarme non indifferente.

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