Un Lautaro diverso, sotto una nuova veste, quello che si è raccontato tramite un botta e riposta su Dazn. Il capitano nerazzurro, fermo ai box per infortunio, ha dedicato parte della sua serata per rispondere alle innumerevoli domande fatte dai tifosi. Una live chat in cui diversi e i più disparati sono stati i temi affrontati. Tante le curiosità dei supporter di tutto il mondo a cui il numero 10 dell’Inter ha cercato di rispondere con grande attenzione.
Si è parlato di piatti e stagioni preferite ma anche e inevitabilmente di calcio. Quello sport che, come ha raccontato proprio lui nella live chat, ha iniziato a praticare a 4 anni e che con il tempo è diventato la sua vita e l’ha fatto salire sul tetto del mondo.
Per arrivare dove è arrivato la strada non é comunque stata facile. Ha dovuto superare dei momenti complicati soprattutto personali.
D: Qual è stato il momento più difficile della tua carriera e come ti ha aiutato a diventare il ‘Toro’ che vediamo oggi?
R: Ci sono stati molti momenti difficili che ho dovuto attraversare, forse più personali del calcio. Nonostante il quinto infortunio al metatarso quando ero nel racing. All’infortunio alla caviglia ai Mondiali.
Il sogno Champions dopo aver già conquistato la Coppa del Mondo

Lautaro non ha fatto che confermare quanto sempre dichiarato dimostrandosi un ragazzo disponibile e innamorato della sua vita e di quello che fa, un calciatore pieno di entusiasmo che a 28 anni è già riuscito a coronare diversi sogni ,sia privatamente che professionalmente, ma alcuni sono ancora da raggiungere, come ad esempio la Champions League. Una coppa che ha sfiorato due volte con l’Inter negli ultimi anni ma che sfortunatamente ancora non è riuscito ad alzare e rimane oggi un grande desiderio e obiettivo.
D: Hai ancora dei sogni da realizzare?
R: La Champions League.
La coppa dalle grandi orecchie è il trofeo che gli manca da aggiungere al suo ricchissimo palmares, considerante che è già riuscito a raggiungere quello che per lui era il traguardo più importante: “La cosa più importante nel calcio è vincere la Coppa del Mondo“.
Con la sua nazionale sono tante le soddisfazioni che è riuscito a togliersi, conquistando anche la Coppa America contro la Colombia, una finale in cui decisivo è stato il suo gol. Una rete che non dimenticherà mai:
D: Gol che non dimenticherai mai?
R: Quello in finale contro la Colombia.
Con l’Albiceleste gioca al fianco di Leo Messi, per lui il migliore del mondo. Il miglior compagno ma anche il miglior calciatore contro cui abbia mai giocato.
Il recupero dall’infortunio
Molte, quindi, le dichiarazioni interessanti rilasciate nel live e che vale la pena di evidenziare e sottolineare.
Partiamo prima di tutto dalla sua condizione fisica: il nerazzurro è ai box e sta continuando in maniera costante il suo lavoro di recupero per rientrare al più presto e più forte di prima, come già aveva sottolineato in un messaggio social a distanza di alcuni giorni dallo stop, ma ora la ripresa prosegue e sembra procedere nel migliore dei modi: “Come va? Molto bene, ogni giorno meglio”.
Uno stop che lo costringerà a fare da spettatore in occasione del derby di Milano. Sicuramente avrebbe voluto aiutare i compagni sul campo ma non potendo farà sentire il suo calore dagli spalti. Ovviamente, neanche a dirlo, quello di ’spettatore’ non è il suo ruolo preferito.
D: Sarai presente allo stadio per il derby?
R: Sempre.
D: Capitano, cosa provi a guardare i tuoi compagni dagli spalti?
R: Vorrei essere in campo ahahah
Lautaro e l’Inter

E a proposito di Inter questi i passaggi più interessanti: dall’affetto dei tifosi alla prima volta al Meazza con la fascia da capitano, tante le curiosità raccontate dal Toro.
D: Lautaro, come ti senti ad avere i tifosi dell’Inter che tifano per te ogni partita?
R: Orgoglioso, sin dal primo giorno mi sono sentito amato da queste persone.
D: Lauti se dovessi descrivere l’Inter con una parola, come la descriveresti?
R: Passione.
Il suo amore per il nerazzurro è fuori discussione e il suo nome resterà per sempre legato alla storia della società. Lui che con i suoi gol porta l’Inter in alto e continua a battere record. Oggi è al terzo posto della classifica dei marcatori di sempre della storia della Beneamata, una posizione che condivide con Bonimba ma non ha intenzione di fermarsi. Un traguardo raggiunto sicuramente grazie a tanti sacrifici.
D: Ciao Lauti, come ci si sente ad essere nel podio dei marcatori di sempre dell’Inter?
R: Non avrei mai immaginato di essere in quel posto!! Ma con il lavoro e il sacrificio tutto si ottiene.
Parlando di Inter inevitabilmente ha parlato anche di quella che è la sua casa nerazzurra, la Scala del calcio. Uno stadio che lascia sempre tutti a bocca aperta e in cui i calciatori vivono emozioni indescrivibili.
D: Lauti come ti sei sentito la prima volta che hai messo piede a San Siro con la fascia al braccio?
R: Emozione pura inspiegabile come ogni col che segno in quello stadio.
D: Il miglior stadio in cui tu abbia mai giocato?
R: Cilindro! San Siro! Sono le mie seconde case!!!
Il futuro e la famiglia
Per il futuro ha le idee chiare, o almeno sa quello che non vorrà essere da grande mentre già conosce dove un giorno gli piacerebbe tornare a vivere:
D: Lauti, se fossi un allenatore, che squadra guideresti?
R: Non ho intenzione di diventare un allenatore.
D: Saluti da Bahia Blanca Lauti, hai intenzione di vivere di nuovo qui?
R: Grazie!! Si, un giorno lo spero.
Lui che a Bahia Blanca è cresciuto e ha tirato i primi calcio al pallone seguendo i consigli di suo papà, il suo grande punto di riferimento e idolo. La famiglia gioca un ruolo fondamentale proprio come Agus e i suoi bambini che sono stati cruciali per la crescita del capitano, per farlo diventare l’uomo che è oggi. A loro e a tutta la sua famiglia dirà sempre grazie.
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