Nonostante sia da più di un anno dietro la scrivania e non sul campo, le parole e il pensiero di un ex allenatore come Klopp non possono certo passare inosservate.
Con il suo carisma e la sua schiettezza, l’Head of Global Soccer del gruppo Red Bull ha definito il nuovo Mondiale per Club “una follia assoluta, la peggiore idea mai sperimentata nel calcio“. In questo discorso non c’entra il calcio, ma il benessere dei calciatori.
Klopp contro la FIFA

Da allenatore navigato e vincente, ha vissuto in prima linea le pressioni del calcio professionistico moderno e le sue logiche economiche: “L’anno scorso ci sono state la Coppa America e l’Europeo, quest’anno il Mondiale per Club, il prossimo il Mondiale. Non esiste più un vero recupero per i giocatori, né fisico né mentale”.
Negli Stati Uniti, nel basket, i giocatori godono di molte più tutele, nonostante gli stipendi elevati: “Anche i giocatori NBA guadagnano un sacco di soldi, ma hanno quattro mesi di pausa. Nel calcio spremiamo tutto e tutti. È disumano”.
Parole semplici che dimostrano ancora una volta il grande carisma di un ex allenatore che, forse anche per questo motivo, ha scelto di rimanere lontano dai campi, preferendo il lavoro dietro la scrivania.
Il monito di Juergen




La sua opposizione al Mondiale non è solo una questione economica, ma soprattutto una questione umana e fisica: “Chi scende in campo non può sostenere stagioni troppo lunghe”.
Il suo monito è chiaro e diretto: “Tornei come il Mondiale per Club non possono essere organizzati a spese dei giocatori. Temo che la prossima stagione vedremo un’ondata di infortuni senza precedenti. E se non sarà la prossima stagione, sarà durante il Mondiale o subito dopo”.




Durante la sua ultima esperienza in Premier League, ha avuto solo una volta la fortuna di lavorare con la squadra al completo durante la preparazione: “Da allenatore ho avuto solo una volta una pre-stagione di due settimane e mezzo con tutta la squadra al completo. È disumano. Dobbiamo concedere loro delle pause, altrimenti non saranno più in grado di dare il massimo a lungo termine. E così perde valore l’intero prodotto calcio”.
In un mondo che corre verso modelli sempre più commerciali e competitivi, Jürgen Klopp rappresenta forse l’unica voce autentica, capace di ricordare che il calcio non è solo sport ma anche rispetto dei valori, e questo include il benessere fisico, atletico e psichico dei giocatori.
Un allarme che Klopp ha voluto lanciare, come sempre, senza paura.
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