La situazione contrattuale di Dušan Vlahovic è sempre più intricata, con lo scenario attuale che vede il calciatore in rotta con il club e saldo nella sua volontà: restare alla Juventus solo alle sue condizioni oppure andare via a parametro zero nel giugno 2026. Nel mentre anche i tifosi, si schierano contro di lui, come dimostrano i fischi nei suoi confronti durante il match amichevole contro la Juve Next Gen
Rifiutata anche la Premier League
Aggiornamenti arrivati nelle scorse ore segnalano che Vlahovic avrebbe detto no a due club inglesi, West Ham ed Everton, non essendo interessato a trasferimenti a squadre che non consideri “top” a livello europeo. Altre opzioni estere – Arabia Saudita, Turchia – erano già state respinte in passato, così come offerte da altri club.
Un contratto faraonico che pesa: il serbo non fa sconti
La “patata bollente” resta quindi in mano alla Juventus. Il club non riesce a trovare acquirenti disposti a offrire i circa 12 milioni netti all’anno del suo ingaggio e che riscuotano il gradimento da parte del calciatore che, all’ultimo anno di contratto, non è interessato a rinnovare a cifre inferiori.
Muro contro muro
La Juventus, da parte sua, ha puntato su Jonathan David e, spera in un ritorno di Randal Kolo Muani, che anche dal punto di vista salariale, toglierebbe spazio ed escluderebbe ogni prospettiva di convivenza “utile” con Vlahovic.
Nel mentre però a cercare di difendere l’attaccante serbo dai fischi, c’è il tecnico bianconero Igor Tudor, durante la conferenza post partita: “Mi spiace per Vlahovic, perché è sempre un giocatore della Juve. E’ un ragazzo che si allena bene, ed è sempre stato professionale, dal primo giorno.”
I numeri e l’andamento nelle ultime stagioni
Nato a Belgrado il 28 gennaio 2000, Vlahovic è cresciuto nel Partizan prima di trasferirsi, nel 2018, alla Fiorentina. Durante la sua esperienza nella Primavera viola segnò 20 gol in 22 partite.
Alla Fiorentina (2018-2022) mise a segno 44 gol in 98 presenze di campionato e 5 reti in 10 presenze in Coppa Italia. Un rendimento di alto livello che gli valse le attenzioni di diversi top club, tra cui la Juventus.
In maglia bianconera, dal gennaio 2022 ad oggi, ha collezionato 145 presenze ufficiali, realizzando 58 gol tra campionato, coppe nazionali e competizioni internazionali.
Di questi, oltre 41 gol e 9 assist nei primi due anni e mezzo, con la stagione 2023/24 come miglior campionato realizzativo con la Juve, con 16 reti in Serie A e 2 in Coppa Italia (totale 18)
Rendimento: c’è stata una flessione?
Nel 2024/25 il serbo ha registrato una flessione, non solo nei numeri – 10 gol in Serie A, 1 in Coppa Italia, 4 in Champions League e 2 nel Mondiale per Club, 17 in 44 presenze – ma soprattutto, nelle ultime stagioni, è parso perdere parte di quello smalto che lo aveva reso molto incisivo ai tempi di Firenze e nel primo periodo bianconero.
Alcune prestazioni hanno evidenziato minore brillantezza nei movimenti, lucidità nelle scelte e incisività nel pressing, con un impatto in campo non sempre all’altezza del suo potenziale. Una flessione che può essere letta come calo di forma o come fisiologico adattamento a un contesto tattico meno congeniale, ma che ha sollevato interrogativi sul suo rendimento complessivo, non solo realizzativo.
La Juventus cerca uscite, ma il mercato langue
La società spera di monetizzare con una cessione ma, senza soluzioni concrete, rischia di dover sopportare il suo ingaggio fino al termine del contratto e doverlo relegare completamente ai margini del progetto tecnico.
Una proposta importante era arrivata dal Milan, ma non ha mai convinto il club o il giocatore. I contatti non sono decollati a causa delle difficoltà economiche e dell’ingaggio.
Scenari possibili nel prossimo futuro
Allo stato attuale e a meno di colpi di scena dell’ultima ora, lo scenario più concreto sembra essere proprio quello del soggiorno a Torino per un’altra stagione, da separato in casa, con l’addio a parametro zero nel 2026, è questo l’ esito più probabile.
Una risoluzione consensuale del contratto sarebbe possibile, ma comunque economicamente onerosa.
Dusan appare deciso a restare se le sue condizioni non verranno rispettate, accettando anche un ruolo marginale, anche con poche o nessuna presenza, pur di completare il contratto.
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