Inter

Le polemiche non sembrano volersi placare. Inter Juve è terminata ormai da più di due giorni ma le discussioni continuano incessanti. Un attacco ai nerazzurri e a Bastoni senza precedenti con la situazione che sta diventando sempre più insostenibile e generando un odio senza eguali tanto che in Viale della Liberazione, dopo aver inizialmente attuato la politica del silenzio, alla fine hanno deciso di far sentire la propria voce per mettere alcuni puntini sulle i perché c’è un limite a tutto e in alcune circostanze non si può stare fermi a guardare. 

L’intervento di Marotta e Moratti 

Ha parlato Marotta e lo ha fatto in maniera chiara, diretta, spiegando la posizione nerazzurra, riconoscendo l’errore del numero 95 e del direttore di gara ma sottolineando come la questione sia però poi degenerata. Ha parlato di gogna mediatica esagerata il presidente nerazzurro e non poteva, probabilmente, scegliere parole migliori per descrivere quello che sta accadendo. 

“La nostra posizione è semplicissima. Sono qua perché abbiamo notato che c’è stata una presa di posizione mediatica veramente smisurata rispetto a quello che è accaduto e quindi lo stesso giocatore è stato oggetto di una gogna mediatica che va al di là di quello che è successo”. 

Non solo Marotta: è intervenuto anche Moratti, lo storico presidente nerazzurro, una voce che continua a rappresentare un punto di riferimento per l’ambiente interista. 

Inter

Entrambi hanno voluto difendere la squadra e i colori nerazzurri dall’ondata di polemiche e dall’odio emerso nelle ultime ore.

“La Juve si lamenta, è vittima di un fatto nuovo. Mi sembra abbia un po’ esagerato nelle proteste, come se fosse una vittima terribile del calcio italiano, cosa che la storia non ricorda.” 

È caccia alle streghe

Sono giorni in cui non si parla di altro che dell’episodio che ha portato al secondo giallo e conseguente espulsione di Kalulu, come se sia la prima volta nella storia del calcio che un giocatore simuli e che un errore arbitrale finisca per decidere o comunque condizionare una partita. 

E come se non bastasse, oltre al tribunale dell’inquisizione mediatico, ci sono i cosiddetti leoni da tastiera che non perdono occasione per mostrare la propria ‘intelligenza’: minacce di morte, insulti di ogni tipo, un odio smisurato senza alcuna reale ragione. 

Si sta creando un fronte unito contro l’Inter, tutti contro i nerazzurri. Il calcio però non dovrebbe essere questo. Le polemiche fanno parte del gioco. L’odio no. Criticare è legittimo. Trasformare un episodio di campo in una caccia alle streghe, no.

Per rimanere sempre aggiornato su tutte le notizie di calciomercato clicca qui

Se vuoi restare sempre aggiornato entra nel canale Telegram