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La famiglia interista è molto estesa. Comincia a Milano ma non è chiaro fin dove arrivi. In certi momenti Bari è sembrata casa. Al San Nicola è andata in scena l’ultima amichevole precampionato per i ragazzi di Chivu, impegnati contro un modesto e rimaneggiato Olympiakos. Hanno segnato Dimarco nel primo tempo e Thuram nella ripresa, poi Dimash ha abbandonato prematuramente il campo per un lieve infortunio.

Cosa resta dalla sgambata in Puglia?

Non è stata un’amichevole spettacolare. I greci hanno provato anche a pressare nel primo tempo e in quelle occasioni si è apprezzata la solita Inter, almeno nei concetti: il fraseggio corto, il campo che si spalanca all’improvviso e le potenziali occasioni da gol. Si sono visti molti errori individuali, viziati probabilmente da un ritmo troppo basso, al quale i nerazzurri non sono mai riusciti a testare le loro reali capacità. È una squadra adrenalinica l’Inter, ha bisogno di sentire l’evento, la notte magica. Sugli spalti hanno fatto la ola, ma più per ingannare l’attesa durante una pausa che memori del pathos degli anni ’90. La verità è che nessuno aveva voglia di farsi male senza motivo. Tra nove giorni ricomincerà il campionato e allora sarà necessario alzare di nuovo il livello. Nello sport non è mai facile farlo a comando, è per questo che si gioca in pieno Agosto, spesso davanti a grandi platee, al fine di recuperare il feeling con un determinato atteggiamento. Il Toro, per esempio, non esce mai dal personaggio. Potrebbe scendere direttamente dall’aereo e giocare, senza discorsi e momenti di raccoglimento. Lautaro è il capitano persino quando va a dormire. La sua grinta, esibita anche contro i greci nella querelle con Bruno, è quella scossa che costringe tutti a stare sulla corda. Chivu avrà molto bisogno di lui nel suo percorso a Milano.

Ciò che non si è visto complessivamente in questa fase di preparazione è la novità

Forse al rientro di Frattesi cambierà qualcosa di sostanziale nell’approccio, ma fino a quando non è entrato Zielinski prendendo il centro esatto del campo, portando così Calhanoglu ad una posizione leggermente più avanzata, tutto il resto è sembrato il solito anche se va sottolineata la buona prestazione di Sucic in regia.

Per quanto riguarda la difesa forse Bastoni è rimasto più bloccato

Dopo aver preso gol dal Monza, dal Monaco e dall’Inter under 23, il reparto arretrato ci ha tenuto a finire la partita con un cleen sheet, per tornare alle vecchie buone abitudini. Questo non è il momento di chiedersi se Calhanoglu sia meglio da regista o da mezzala. Il giudizio è sospeso finché non inizierà il calcio vero. Per ora abbiamo visto un’Inter nel segno della continuità, in attesa di un mercato che non sembra sbloccarsi. Ci rendiamo conto che, pur rispettando il valore della rosa attuale, di un paio di innesti ci sarebbe bisogno, anche soltanto per dare al mister la possibilità di lasciare un’impronta sua. Posto che, se portasse a dei risultati concreti, ogni interista sarebbe più che disposto a leggere Sommer, Pavard, Acerbi, Bastoni…fino alla fine dei tempi.

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