Una settimana decisiva, cruciale. La settimana che porta al derby della Madonnina, ma prima ancora l’Inter ha davanti un ostacolo da non sottovalutare e soprattutto da non sbagliare. I nerazzurri saranno impegnati nella semifinale di andata di Coppa Italia al Sinigaglia contro il Como: una partita da vincere per spianare la strada verso la finalissima del 3 maggio 2026 allo Stadio Olimpico di Roma.
L’obiettivo è chiaro: provare a compiere un’impresa che nessun’altra Inter, eccetto quella del Triplete guidata da José Mourinho, è mai riuscita a centrare sul campo. Il doublete.

Un traguardo che sarebbe storico
Vincere il tricolore è da inizio stagione l’obiettivo dichiarato in Viale della Liberazione ma riuscirsi a cucire lo scudetto sul petto e alzare anche la Coppa Italia al cielo significherebbe scrivere una nuova pagina di storia nerazzurra e mettere la ciliegina sulla torta a una stagione iniziata tra mille critiche e difficoltà.

Nella stagione 2005-06, con Roberto Mancini in panchina, arrivarono entrambe i trofei. Lo scudetto l’Inter se lo vide però assegnato a tavolino per lo scandalo di Calciopoli. Una situazione completamente diversa rispetto a quella attuale. Oggi Chivu e i suoi uomini andrebbero ad alzare le due coppe sul campo grazie al sacrificio e al duro lavoro fatto a partire dall’inizio dell’anno, dal momento in cui il rumeno ha preso le redini della squadra e si è seduto in panchina.
La rivincita di Chivu

La strada è ancora lunga. In campionato restano 11 partite, mentre in Coppa Italia c’è la doppia semifinale contro il Como e un’eventuale finale da giocare. Nulla è scontato ma se l’impresa dovesse riuscire, avrebbe un valore enorme soprattutto per Cristian Chivu. Arrivato tra dubbi e scetticismi, considerato da molti un ripiego, un intruso, persino inadeguato, il tecnico rumeno ha iniziato la sua esperienza con appena 13 panchine in Serie A alle spalle.
Si è inserito in punta di piedi, costruendo empatia, rispetto e fiducia all’interno dello spogliatoio. Elementi fondamentali per ambire a traguardi importanti. Oggi potrebbe guidare il gruppo verso qualcosa di straordinario, ribaltando ogni giudizio iniziale.
Attenzione al Como e gestione delle energie

Il percorso per arrivare a conquistare l’accoppiata Campionato e Coppa Italia non sarà però di certo semplice. Il primo ostacolo si chiama Como. Una squadra organizzata, con numeri importanti, capace di mettere in difficoltà molte big durante la stagione e determinata a fare lo sgambetto ai nerazzurri dopo averlo fatto ai partenopei eliminandogli ai quarti.
La semifinale arriva in una settimana delicata, con il derby contro il Milan alle porte.
Servirà equilibrio: fare una buona prestazione senza esagerare, cercando di ipotecare il passaggio del turno per poi confermarlo a San Siro. Gestire uomini ed energie, ma senza sacrificare la Coppa Italia.
Perché vincerla significherebbe dimostrare fame, ambizione e volontà di non accontentarsi. Sarebbe anche il modo migliore per archiviare definitivamente la delusione e l’amarezza per l’eliminazione dalla Champions League.
Un’occasione per zittire le critiche
L’Inter vuole il doublete. Lo vuole la dirigenza, lo vuole Chivu, lo vogliono i giocatori come sottolineato anche da Zielinski proprio alla vigilia della gara con i lariani: “Sarebbe fantastico fare il Doblete, siamo pronti a tutto”.
Riuscirci significherebbe non solo entrare nella storia, ma anche mettere a tacere critiche che sembrano non riconoscere mai pienamente i meriti del gruppo.
Conquistare campionato e Coppa Italia nella stessa stagione sarebbe un traguardo straordinario. E, questa volta, nessuno potrebbe più parlare di ripiego.
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