Il compleanno dell’Imperatore Adriano, 44 anni per uno 10 nerazzurri più amati della storia, perchè chi ama la maglia verrà sempre ricordato. Il brasiliano per l’evento è tornato nel Paese d’origine dopo che è stato in Italia per una decina di giorni tra Como dove ha vissuto, Appiano Gentile dove è cresciuto calcisticamente e San Siro, lo stadio che lo ha visto diventare grande.
Adriano: San Siro e quella corona
Riecheggia ancora il coro per Leite Ribeiro Adriano, quel sinistro micidiale che ha lasciato il segno nel cuore dei tifosi interisti. Un amore sviscerale e ricambiato dal brasiliano che all’evento al Dolly Noire ha riabbracciato i suoi tifosi, tra sorrisi autografi e foto indelebili.
Un calore che ha risentito anche a San Siro nel pre partita nel Derby d’Italia, dove è cresciuto, tra gol assist e magie con quel piede con il quale inventava ed incantava il suo pubblico.
Adri: dalle favelas a San Siro
Dalle favelas a Milano, un viaggio lunghissimo, fatto di sacrifici a partire dalla famiglia, alla quale è sempre stato legato. La madre si mise a vendere caramelle per strada per pagare ad Adri la scuola calcio. Il talento e la forza già da piccolo “Il mio sinistro lo allenavo in casa, distruggevo gli oggetti in casa, mamma era disperata”.
Il calcio l’ha salvato, perchè come ha spesso detto “Se vivi in una favelas non vedi un futuro, ma io ho sempre cercato di andare oltre”. Quel missile al Bernabeu contro il Real Madrid, la punizione in quel Agosto del 2001 per far capire di che pasta fosse fatto l’Imperatore.
I gol nei Derby di Milano, tecnica, potenza, velocità e tanta classe. “Un mix tra Ronaldo ed Ibra” diceva Zanetti, il capitano che l’ha visto da vicino. “L’Inter mi è stata molto vicina in uno dei momenti più difficili della mia vita”, così disse l’Imperatore ricordando quel forte legame con il padre, portatogli via troppo presto.
“Batti le mani che in campo c’è Adriano”, il coro della nord, che ogni tanto qualche tifoso nostalgico spera di risentirlo cantare per rivedere in campo quel campione, che conquistò a Milano la corona e che da quel giorno diventò per sempre l’Imperatore.
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