Atalanta

Dea colpita e affondata in una serata che poteva essere un sogno ma che si è trasformata in un incubo sportivo davanti ai propri tifosi. Il Bayern Monaco ha mostrato tutta la sua forza devastante nell’andata degli ottavi di finale, imponendo un ritmo insostenibile per la formazione orobica sin dai primi minuti di gioco. La squadra di casa, schierata con un insolito modulo tattico per cercare di arginare la velocità dei tedeschi, ha subito la prima rete già al dodicesimo minuto con Stanisic, bravo a sfruttare uno schema da calcio d’angolo. Da quel momento, il match si è trasformato in una salita ripidissima per i bergamaschi, incapaci di contenere le folate offensive degli ospiti.

Dea in difficoltà contro la corazzata bavarese guidata da Olise e Gnabry

Bandiera Bayern Monaco, Dea

Dea che non è riuscita a trovare le contromisure adatte per frenare il talento di Michael Olise, autore di una doppietta d’autore che ha spezzato ogni velleità di rimonta. Dopo il raddoppio firmato dal fantasista francese, il tris è arrivato a distanza di poco grazie a Gnabry, che ha finalizzato un’azione corale perfetta. Nonostante Carnesecchi, sia stato autore di diversi interventi prodigiosi per limitare il passivo, il Bayern ha continuato a spingere con ferocia agonistica. Nella ripresa la situazione è precipitata ulteriormente con le marcature di Nicolas Jackson e Jamal Musiala, che hanno portato il punteggio su un incredibile 0-6, lasciando lo stadio in un silenzio colmo di incredulità.

Orgoglio nel finale e il gol della bandiera di Pasalic

Dea

Nel finale di gara, nonostante il risultato ormai ampiamente compromesso, i padroni di casa hanno cercato di onorare l’impegno spinti dall’instancabile supporto del pubblico di Bergamo. Gli applausi dei sostenitori locali rivolti persino alle giocate spettacolari degli avversari hanno testimoniato una grande sportività in una serata complicatissima. L’unico sussulto di gioia per i colori nerazzurri è arrivato in pieno recupero, quando Mario Pasalic è riuscito a siglare la rete della bandiera. Il centrocampista croato ha sfruttato un suggerimento preciso di Bellanova, riuscendo a battere il portiere Urbig e rendendo il distacco leggermente meno amaro, seppur la qualificazione appaia ora come un miraggio lontano.

Come affrontare il ritorno?

Raffaele Paladino in panchina, Dea
Credits: Instagram @palladinoraffaele

Il pesante passivo subito tra le mura amiche obbliga lo staff tecnico a una profonda riflessione tattica in vista della sfida di ritorno in Germania. La difesa a quattro proposta inizialmente non ha garantito la necessaria copertura contro esterni rapidi e tecnici come Luis Díaz e lo stesso Olise, che hanno sistematicamente vinto i duelli individuali. Sebbene il cammino europeo sembri ormai segnato da questa pesante sconfitta casalinga, l’obiettivo sarà quello di recarsi a Monaco di Baviera con la voglia di riscattare l’immagine della squadra e giocare una partita di orgoglio. Il Bayern ha dimostrato di essere una seria candidata al titolo finale, ma la storia recente insegna che ogni match internazionale è un’opportunità per crescere.

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