Comolli

Il giorno dopo la cocente eliminazione dai playoff di Champions League contro il Galatasary, maturata dopo 210 minuti carichi di emozioni, in casa Juventus è esplosa tutta l’amarezza accumulata in seguito al naufragio delle speranze di compiere un’impresa soltanto sfiorata, ma sfumata proprio quando sembrava essere stata messa in tasca.

Una doppia sfida che ha visto i Turchi sopraffare i bianconeri grazie a un netto 5-2 nel match di Istanbul, solo parzialmente ribaltato dalle Zebre, che non sono state in grado di andare oltre a un casalingo 3-2, non sufficiente per il passaggio del turno. Risultato che sa di beffa: dopo essersi portati in vantaggio di tre reti, così trascinando la partita ai supplementari, le reti di Osimhen e Yilmaz hanno eliminato la Juventus proprio ad un respiro dai calci di rigore.

La reazione della Juventus nel post-partita

Juve Galatasaray

Già nel postpartita, negli ambienti bianconeri si sono notate difficoltà di digestione del risultato e di qualche decisione arbitrale che ha fatto discutere. In particolare, nel mirino è finita l’espulsione al 48′ di Kelly, maturata dopo che l’arbitro Pinheiro è stato chiamato all’OFR. Il difensore inglese, nel tentativo di colpire un pallone di testa, precipita colpendo pericolosamente il giocatore avversario con i tacchetti all’altezza della caviglia. L’iniziale cartellino giallo, che avrebbe comunque portato all’uscita dal campo di Kelly, già ammonito, è stato, dunque, mutato in cartellino rosso. Una scelta che dalle parti della Continassa ha avuto il sapore di ingiustizia e ha spinto Luciano Spalletti ha non presentarsi dinanzi alle telecamere a commentare il match.

Al suo posto, invece, si è fatto avanti Giorgio Chiellini, che ha scelto la strada dell’ironia per esprimere il disappunto vissuto dai vertici bianconeri “Meno male non ero Kelly. Non c’è bisogno di commentare l’episodio arbitrale“. Una strategia più cauta rispetto al recente intervento, immediatamente apparso fuori luogo, al termine della sconfitta contro l’Inter, in cui aveva inveito porgendo accuse a 360°.

La furia di Comolli

Meno moderato il commento a freddo dell’ad Damien Comolli, che, ospite il giorno successivo al Financial Times Business of Football Summit a Londra, ha dato sfogo a tutta la sua frustrazione, prendendo di mira il direttore di gara Pinheiro, a suo dire non all’altezza: “Non mi sono ancora ripreso dalla partita e penso che mi ci vorranno anni per farlo. Cercherò di non farmi sospendere anche dall’Uefa, visto che sono già squalificato dalla federazione italiana. L’espulsione di Kelly è stata frustrante. Quell’arbitro aveva arbitrato solo 10 partite di Champions nella sua carriera, mi chiedo come sia possibile mandarlo a dirigere una partita con così tanto in gioco. E dopo un rosso incredibile siamo fuori dalla Champions“.

I precedenti di Pinheiro e la risposta della UEFA

Ceferin Uefa

Peccato che le lamentele dei vertici dirigenziali bianconeri siano completamente fuori luogo. Innanzitutto, perché non è vero che l’arbitro Pinheiro non ha diretto partite continentali, dato che ha esperienza internazionale da vendere: in carriera, è stato il fischietto di ben 14 match di Champions League, 10 di Europa League e 4 di Conference, oltre ai 15 preliminari europei e alle 4 sfide di Nations League dirette. Non esattamente noccioline.

In secondo luogo, perché l’espulsione di Kelly è stata considerata sacrosanta dall’UEFA, che con una nota pubblicata sul proprio sito web ha approvato la decisione dell’arbitro portoghese: “Il giocatore della Juventus, il numero 6, usando i suoi tacchetti ha avuto un forte contatto scorretto con la caviglia sinistra dell’avversario, mettendo chiaramente a repentaglio la sua incolumità“.

“L’arbitro è l’alibi dei perdenti”

Parole dure, che rispediscono con decisione al mittente le accuse dei bianconeri e il loro tentativo di mettere pressione alla classe arbitrale e al sistema calcistico, usandoli come specchietto per le allodole per sviare l’attenzione dalla pessima forma della squadra allenata da Spalletti. 7 reti subite in due scontri contro il Galatasaray, 18 nelle ultime 6 partite, tutte deludenti dal punto di vista del risultato.

E allora, forse, si è pensato che convenga rinchiudere nell’armadio il motto “l’arbitro è l’alibi dei perdenti” in attesa di rispolverarlo quando verrano tempi migliori e si potrà tornare a dare presunte lezioni di moralità agli avversari dinanzi a episodi arbitrali dubbi. Ma oggi, alla Continassa, il passato e lo “stile Juve” sono dimenticati, le lamentele sono all’ordine del giorno e la stagione sembra diretta verso un epilogo al di sotto delle aspettative.

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