L’onda lunga del calcio saudita continua a infrangersi sulle coste europee. Dopo aver sedotto giocatori, allenatori e dirigenti con cifre fuori portata per la gran parte dei club del Vecchio Continente, l’Al-Hilal guarda ora con decisione verso l’Italia, e in particolare verso la dirigenza dell’Inter: nel mirino c’è Piero Ausilio, direttore sportivo nerazzurro dal 2014 e architetto di molti successi recenti.
L’Al-Hilal ha avviato contatti concreti con Ausilio, nella speranza di ricongiungerlo con Inzaghi. In Arabia, la volontà è chiara: creare una struttura dirigenziale di primo piano, capace di attrarre talenti e consolidare il progetto di espansione globale del club.
Un’offerta da capogiro, ma l’Inter resiste
L’offerta circolata nelle scorse settimane – si parla di circa 5 milioni di euro netti a stagione – avrebbe convinto molti, ma Ausilio, almeno per ora, non sembra intenzionato a cedere. Legato all’Inter da un contratto fino al 2027, il dirigente ha più volte ribadito la volontà di proseguire con il progetto nerazzurro, a cui ha dedicato oltre vent’anni di carriera.
Un futuro ancora incerto
In casa Inter, se da un lato l’addio di Ausilio rappresenterebbe una perdita tecnica di grande portata, dall’altro le sirene saudite potrebbero aprire a una riflessione più ampia sulla riorganizzazione interna del club. Per ricoprire la posizione vacante, il primo pensiero andrebbe a Dario Baccin, braccio destro di Ausilio dal 2017.
Nel frattempo, l’Al-Hilal prepara il debutto stagionale con l’avvio del campionato, consapevole che, in ogni caso, l’operazione potrà essere ufficializzata soltanto alla fine del mercato.
Una vita nell’Inter
Com’è noto Ausilio lavora per l’Inter dagli anni ’90, è direttore sportivo dal 2014. È stato in testa alle trattative del mercato nerazzurro nelle ultime 12 stagioni. In questo lasso di tempo ha avuto la responsabilità di gestire trasferimenti in entrata per oltre un miliardo di euro e cessioni per 857 milioni. I proventi di quest’ultime, spesso generati da preziose plusvalenze, sono serviti nei periodi più bui per sanare i debiti della società, che oggi gode di una buona salute finanziaria anche grazie a lui. Da una prima stima potrebbe sembrare che il bilancio tra entrate e uscite registrato sotto il suo operato sia in perdita di 240 milioni, ma è falso. Nel conto bisogna considerare il valore patrimoniale dell’attuale rosa, che supera i 700 milioni. Il saldo è dunque più che positivo e, cosa che più conta, è coinciso con successi indelebili nella memoria dei tifosi.
Ad oggi è difficile immaginare un’Inter senza il dirigente nerazzurro. Magari, alla fine, contrariamente ad Inzaghi, rimarrà e prolungherà il contratto fino al 2030. Tuttavia, se si dovesse concretizzare il trasferimento, nessuno griderebbe allo scandalo: nella vita è lecito anche cambiare, soprattutto dopo essere stati simbolo di duro lavoro, sacrificio e lealtà.
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