Nella storia della Nazionale azzurra ci sono nomi che ritornano, come il canto di un’eco mai sopita. Stavolta a rientrare nel cerchio di fuoco della maglia più amata d’Italia è Francesco Acerbi, il guerriero silenzioso, il centrale che non ha mai chiesto nulla se non il campo. E oggi, quel campo, potrebbe riaverlo. Luciano Spalletti lo ha inserito nella lista dei pre-convocati per le decisive sfide contro Norvegia e Moldova. Un passo che, solo pochi mesi fa, sembrava impossibile.

In centrale che invecchia come il vino
Allora il commissario tecnico era stato netto: “Serve freschezza, Acerbi? Ma lo sapete quanto anni ha?”. Parole che sapevano di sentenza, pronunciate con la razionalità di chi deve costruire il futuro. Eppure, il calcio, come la vita, si muove in cerchi inattesi. E uno come Acerbi, fuori dalla nazionale dal Novembre 2023, non si lascia archiviare con una dichiarazione. Il tempo, anziché logorarlo, l’ha temprato.






Missione: annullare i bomber!
Quando sul cammino azzurro si è profilata la montagna norvegese chiamata Haaland, il pensiero del CT è tornato a lui. Non solo per l’esperienza, ma per i precedenti. Perché se c’è un difensore che ha già dimostrato di poter tenere testa all’uragano scandinavo, quello è proprio il numero 15 dell’Inter. Lo ha fatto in Champions contro il bomber del City, lo ha rifatto nei big match di Serie A contro arieti del calibro di Lukaku, lo ha fatto infine, ogni volta che la maglia da titolare sembrava essere un peso e lui l’ha trasformata in corazza.






Le polemiche del passato: da Baggio a Vieri
Le polemiche del passato, da Baggio nel 2002 a Vieri lasciato fuori quando ancora segnava, raccontano quanto sia complicato il rapporto tra età e maglia azzurra. In Italia, l’anagrafe è spesso stata la peggior nemica del talento. Ma stavolta, Spalletti ha deciso di ascoltare il campo. E il campo, con Acerbi, ha parlato forte.






Un leader carismatico
Il difensore interista non ha più vent’anni, certo. Ma ha qualcosa che pochi giovani possono vantare: l’istinto del leader, il senso della posizione, la calma di chi ha attraversato il buio della malattia e ne è uscito più forte. È uno di quei giocatori che non devono dimostrare più nulla, e proprio per questo continuano a farlo ogni volta che entrano in campo.






Alla ricerca di certezze!
Luciano Spalletti, uomo di pensiero oltre che di calcio, ha avuto il coraggio di fare un passo indietro per farne due avanti. Ha riconosciuto che oggi, contro certi avversari, servono certezze. E Acerbi è, semplicemente, una certezza. In fondo, nessuno ha mai dimenticato quanti anni ha. Ma sappiamo anche quanta strada ha fatto e soprattutto, quanto può ancora dare… magari un gol a tempo scaduto come contro il Barca?
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